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LE OTTURAZIONI

Il termine “ otturazione” indica in senso stretto la procedura clinica di chiusura di una cavità che si forma nei denti, per lo più in seguito a formazione di carie.

Questa è una definizione semplice ed efficace del concetto; ma allo stesso tempo è anche molto riduttiva, perché non al passo coi tempi e le tecniche odontoiatriche moderne. Spieghiamone il motivo!

IL PASSATO

Un tempo per realizzare le otturazioni veniva utilizzato un materiale economico e duraturo, l’amalgama d’argento.

Le procudure cliniche comportavano:

  • rimozione della carie con la fresa
  • preparazione del dente
  • posizionamento dell’amalgama nella cavità
  • modellazione
  • regolazione della masticazione

Era corretto all’epoca riferirsi al termine “otturazione” poiché veniva “riempito il buco”; ma l’amalgama dentale non era né estetica, né sigillante nei confronti del dente. Per farla rimanere in sede nel dente serviva creare con le frese degli incastri, degli incavi nel dente. Questo a discapito della struttura dentale residua.

Perché non si usa più?

Effetti a lungo termine sul dente: infiltrazione, discolorazione, linee di frattura iniziali.

  • Antiestetica, non utilizzabile nei denti anteriori;
  • Discolorazione dentale nel tempo;
  • Invasiva nei confronti del dente, tendenza a causare fratture dentali negli anni;
  • Mancanza di adesione col dente, quindi mancanza di sigillo;
  • Caratteristiche fisiche molto diverse da quelle dentali (metallo vs tessuto organico);
  • Il motivo più importante… la TOSSICITA’.

L’amalgama è una lega composta da più metalli in percentuale variabile, tra cui argento, rame, zinco, stagno… e mercurio.

Il mercurio è un metallo pesante: è tossico per l’organismo umano e, sebbene sia in gran parte stabilizzato una volta realizzata l’otturazione in amalgama, ne viene lo stesso liberata una certa quantità nel tempo in seguito all’abrasione derivanti dai cicli masticatori.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che pazienti con un alto numero di otturazioni in amalgama avevano livelli di mercurio nelle urine più alti. Altri ne hanno dimostrato tossicità a livello di sistema nervoso, sistema immunitario, reni e cuore.

Oltre al motivo della tossicità, oggigiorno le società scientifiche odontoiatriche ne scoraggiano l’utilizzo e molti paesi ne hanno bandito l’utilizzo.

IL PRESENTE

Il termine “otturazione” è quindi riduttivo per indicare le procedure cliniche svolte oggigiorno per ricostruire il dente.

Il lavoro svolto presenta un livello di finezza, qualità, estetica e biomimetismo molto superiori rispetto ai tempi addietro.

Dopo aver rimosso la carie, il dente oggi viene preparato per accogliere in materiale da otturazione in maniera mininvasiva e condizionato con diverse sostanze; poi vengono realizzate delle procedure adesive, per far aderire il materiale al dente, e il dente viene ricostruito e modellato in maniera anatomica.

 

Una odierna otturazione.

È più corretto quindi parlare di “restauro”. Si ripristinano la struttura, la funzione, l’estetica del dente.

I materali utilizzati oggigiorno per restaurare il dente sono dei materiali compositi resinosi rinforzati da nanoparticelle ceramiche vetrose. Sono versatili e permettono di:

  • Realizzare otturazioni estetiche, sia in termini di colore che forma;
  • Biomimetismo nei confronti del dente naturale;
  • Creazione di un corpo unico col dente, grazie ad un sigillo adesivo intimo;
  • Mininvasività nei confronti del dente, (no “incastri”);
  • Possibilità di reintervento sull’otturazione/faccetta.

Di seguito le procedure più significative:

     

Situazione iniziale e isolamento mediante diga di gomma

     

Preparazione cavità mininvasiva e realizzazione restauri integrati nel sorriso

Aspetto finale, notare l’estrema naturalezza

IL PRESENTE (E IL FUTURO) SONO MINI-INVASIVI

Un vantaggio enorme è anche la possibilità di intervenire con questi materiali in modalità puramente additiva!

Cosa vuol dire?

In assenza di patologia il tuo dente naturale spesso non viene toccato!

Viene solo aggiunto materiale composito per modificarne la forma e il colore. È possibile risolvere inestetismi più o meno gravi col composito, anche molto estesi.

Di seguito il caso di un ragazzino con denti conoidi, ovvero più piccoli e meno sviluppati del normale, risolto solo con l’aggiunta di materiale composito.

Prima: incisivi laterali piccoli e appuntiti

Irruvidimento superficie dentale (mordenzatura)

Procedure adesive

Restauro ultimato: sorriso più proporzionato

­E se la forma o il colore non sono soddisfacenti…in Clinica del Sorriso, il tuo dentista a Padova per le carie, è possibile reintervenire e modificarli. Meglio di così!

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