Come si forma una carie?

Parliamo ora di come si forma la carie. Allora innanzitutto esiste una predisposizione familiare, cosa significa?

Che esistono tre “fenotipi”, così si dice, di denti soggetti con facilità a carie, si parla soggetti cario-ricettivi, denti mediamente soggetti alla carie, cioè denti normali e denti che non sono proprio per nulla soggetti alla carie e si parla di cario-resistenza.

Acquisire ed ereditare una condizione di cario-ricettività o di cario-resistenza dipende dalla scelta che facciamo dei nostri genitori, purtroppo su questo non possiamo intervenire più di tanto.

Di sicuro, una persona cario-ricettiva, ha dei grossi problemi, perché per tutta la vita, dovrà essere un ospite abituale del dentista a differenza della cario-resistente che, talvolta, non va mai dal dentista, non c’è mai andata e non ha mai avuto problemi di carie.

Specifichiamo anche un’altra cosa: noi nell’arco della vita ci troviamo a far crescere qualcosa come 52 denti: 20 denti da latte 32 denti permanenti, tanta roba,  quindi dobbiamo tener conto che, la carie, perché possa portare a un deficit della capacità masticatoria, deve colpire tanti, tanti denti, però dobbiamo fare un’altra considerazione: i denti da latte, potrebbero essere cario-ricettivi e i denti permanenti no e viceversa. Potrebbero esserci dei denti da latte straordinariamente carie esistenti e denti permanenti estremamente cario-sensibili.

Quindi la recettività della carie è un tratto familiare a questo punto quello che fa la differenza, sono le abitudini come sempre, sempre le stesse, abitudini alimentari e abitudini igieniche. Esistono intere categorie di alimenti che sono veramente pericolosi per lo sviluppo della carie.

Sono, per essere specifici, tutti gli alimenti che contengono zuccheri liberi, si dice, gli zuccheri liberi sono praticamente dolci, gelati, paste, pasticcini, marmellata, cioccolata, miele, caramelle, pastine, bibite gassate, Prosecco, birra e tutti gli alimenti che in pratica contengono degli zuccheri.

Alcuni di questi zuccheri, sono più aggressivi, alcuni sono caratteristici di carie specifiche.

Facciamo un esempio, il miele, per esempio, crea caratteristiche carie dei colletti, quindi se non c’è recessione gengivale, il miele può essere assunto senza particolari problemi qualora compaiano le recessioni, attenzione, il consumo di miele potrebbe favorire particolarmente quel tipo di carie.

Poi ci sono tutti gli alimenti che gli zuccheri non ce li hanno liberi, ma ce li hanno nella loro struttura chimica e sono tutti gli amidi.

Amidi, significa che troviamo nel pane, nella pasta e riso nella polenta, nei farinacei in generale e legumi.

Che siano integrali o no, è del tutto ininfluente. No so se avete mai sentito parlare che la prima digestione inizia in bocca.

La prima digestione inizia in bocca per 2 motivi: innanzitutto perché se mastichi bene il cibo e lo sminuzzi in piccole parti, acceleri il processo di assimilazione del cibo a livello gastrico duodenale, ileale e cecale.

La cosa più importante è che nella saliva esiste un’amilasi, cioè un enzima, la ptialina, che ha il compito specifico di scindere gli ambiti in zuccheri semplici, per essere precisi glucosio, ora il glucosio, tra tutti gli zuccheri che ci sono, è il più nocivo che ci sia per lo smalto.

Quindi se a merenda mangiamo una patatina e la spremiamo bene tra i denti, e questa patatina si scioglie parzialmente e si impacca nei solchi, abbiamo creato la condizione perfetta di semina della carie.

Questi amidi compattati dentro i solchi, vengono digerite dalla saliva, nel giro di un quarto d’ora, senza aspettare ore, 10 minuti, 1 quarto d’ora dopo aver messo in bocca una patatina, questa comincia a trasformarsi in glucosio ed è proprio in vicinanza dei solchi, le zone più difficili da pulire, che addirittura durante la masticazione a volte non vengono neppure sfiorati dagli antagonisti e li hai seminato la carie.

Quindi gli amidi, sono alimenti così pericolosi per la nostra alimentazione, che bisognerebbe pulirli subito. Infatti il suggerimento è sempre di lavarsi i denti dopo ogni pasto, in particolar modo dopo che si è assunto un alimento che contiene amidi.

Gli zuccheri semplici, in particolare il fruttosio, sono contenuti anche nella frutta, ma il fruttosio è molto meno cardiogeno del glucosio o del saccarosio che è contenuto nello zucchero.

Quindi attenzione, meglio a merenda mangiarsi un frutto che mangiarsi un crostino o un cracker, perché è molto meno cariogeno.

Quindi, se non vogliamo lavarci i denti anche a merenda, impariamo anche l’abitudine di non assumere dolci in forma di dolce o in forma di amido.

Altro suggerimento: la malattia cariosa, quando nasce, può colpire diversi punti del dente, infatti Black, ancora agli inizi del novecento, classificò le malattie, cioè la carie, a seconda della posizione del dente e classificò sei tipi di carie.

Quindi la carie può colpire il dente in 6 punti diversi, alcuni di questi punti sono visibilissimi solo l’ispezione, quindi il dentista solo guardando con una sonda sente se lo smalto è integro o se è interrotto e che quindi viola la superficie dello smalto e la carie quindi è profonda e se ne accorge subito.

Ma ci sono dei punti, per esempio nelle aree tra dente e dente, dove è quasi impossibile fare una diagnosi iniziale, senza l’ausilio di radiografie.

Allora il dentista è bene che, quando fa una visita di controllo, utilizzi ogni mezzo che permette di valutare anche le carie che non si vedono subito ad occhio nudo.

Esistono infine, anche per aiutare la diagnosi del dentista, altri mezzi, che permettono di valutare le carie nascoste, per esempio ve ne sono alcuni che si possono fare transilluminando il dente, con una luce potente, in modo tale da rendere il dente trasparente, oppure utilizzando dei laser che ti permettono di scattare anche delle fotografie del dente, in bianco e nero, in modo tale che sia ben chiara la presenza di carie profonde e nascoste.

Questo per quanto riguarda la diagnosi, ma la malattia, come dicevamo ha diversi stadi di approfondimento, parte dalla superficie e poi via via va in profondità.

Quindi la terapia della carie cambia a seconda della sua profondità, quando è in superficie si faranno dei trattamenti molto semplici, per esempio le fluorizzazioni, oppure l’applicazione di particolari gel che permettono di sostituirsi ai cristalli che stanno per essere rovinati, i cristalli dello smalto che stanno per essere rovinati dalla carie e ridare una forma cristallina più robusta.

Oppure bisogna proprio andare a rimuovere la parte malata e sostituirla con una parte artificiale e quindi è possibile ristrutturare il dente, rimuovendo la parte guasta, che malata, con una parte artificiale.

Chiariamo che ci sono a seconda della posizione del dente, diversi tipi di otturazioni o di cura, ci sono tutti gli stadi dalla fluorizzazione a una protezione, che si chiama laccatura o una protezione un po’ più profonda che si chiama sigillatura, alla vera e propria otturazione, fino ad arrivare alle vere e proprie ricostruzioni complete del dente.

Quello che è importante da ricordare è che una diagnosi completa però deve essere fatta rigorosamente a ogni visita di controllo, il dentista in questo aiuta a intercettare la malattia nel nascere.

Solitamente le carie non danno disturbi, se li danno, sono delle sensibilità lievi al caldo, freddo, oppure all’assunzione di alimenti dolci ma quando questo compare in genere, è già una carie che ha una certa dimensione, quindi sarebbe bene che fosse intercettata sul nascere dal dentista.

La carie nasce in buona sostanza come una demineralizzazione del nostro dente. Una cosa è importantissima da ricordare è questa: se sei un soggetto cario-ricettivo, devi andare dal dentista spesso a controllarti i denti.

Il dentista controllerà se sei soggetto a queste demineralizzazioni precoci e farà tutte le cure che servono per intercettare la malattia prima che diventi aggressiva e si approfondisca.

Qualora si approfondisca, è necessario otturare il dente, ricorda sempre che un’otturazione è opera delle mani dell’uomo e non ha la durata di ciò che crea il creatore.

Quindi un’otturazione, quando è durata 10 anni, devi fargli fare un check preciso, perché spesso e volentieri, non è più congrua e non è più idonea a sigillare la cavità.

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